Storia di un lettore fortunato (che in effetti è uno dei migliori editor Italiani).

Un lettore fortunato

Sono un lettore fortunato.

Scrivo, vero, ma sono un lettore privilegiato…

È notte. Una notte tranquilla. Il rumore di un’auto solitaria in lontananza. Il gracchiare di una cornacchia, che no, non è il terrore che svolazza nella notte. L’abbaiare di un cane, forse a risponderle, forse a parlare con la luna. E io leggo. E scrivo. Insieme.

Sfoglio le pagine, le righe, le parole altrui, e ben prima che vengano pubblicate. E ci gioco. Le correggo. Le rivedo. Un punto qui, una virgola lì, e restituisco alla frase il suo vero significato. «Per un punto Martin perse la cappa», si dice… e  prendo la morale di questa storiella alla lettera.

È piacevole. È faticoso. E talvolta è una tortura. Ma sono un lettore privilegiato.

Leggo, rileggo, faccio l’editing e rileggo ancora. Modifico il testo, sì, alla ricerca di cosa? Ricerco il suo senso, ricerco il suo perché. E faccio mie le vite altrui. Esperienze. Ricordi. Insegnamenti. E balle, a volte, ma non m’importa. Anche questo fa parte del sottile gioco che si instaura tra scrittore e lettore.

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PIZ

http://www.iper-editing.com

2 pensieri riguardo “Storia di un lettore fortunato (che in effetti è uno dei migliori editor Italiani).

  1. A parte gli uccellini che non ragionano con il mio stesso ritmo sonno/veglia.
    E’ come andare ad un concerto di musica ambient quando non ti è concesso di dormire. E vuoi solo dormire.

    A parte il cane che abbaia. Dalle mie parti, tutti hanno uno o più cani. Quando comincia uno: è come essere ad un concerto rock, che non ti piace, ma hai scordato i tappi per le orecchie. Partono tutti in blocco e non li fermi più.

    La natura è perfetta, stupenda.

    Tranne quando ti attraversa la strada una vipera. Che se mi morde lei.. muore lei comunque, perché sono cattiva e soffro di gastrite. Una vipera con la gastrite non credo sia un bel vedere.

    Se la mordo io finisco in traumatologia per schiena bloccata nel rialzarmi. li

    Se passa una macchina in genere è un TIR o una con la marmitta forata. Non è un bel sentire.

    Le parole, sono silenziose, anche quando fanno tanto rumore. Il rumore è il tuo tumulto nell’animo altrui che riesci a sentire come uno stormo di uccellini, un branco di lupi, una fila di TIR.

    Le parole sono tutti i rumori che immagini, in un quadro bucolico: le leggi, le interpreti, dai un ordine ed un senso.
    Devi confrontarti con lo scrittore perché è comunque il suo spartito. Forse solo lo spartito di un musicista che non conosce alcuni accordi. Ma è la sua musica.

    Quale concerto migliore esiste di quello ove esistono archi, piano, fiati e ritmo?

    Serve solo un Direttore d’Orchestra

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