Chi vuol muovere il mondo muova prima sé stesso.

Chi l’ha detto?

Un’anticonformista toscano del quindicesimo secolo che credeva nella possibilità di sfidare l’impossibile e per farlo studiava e leggeva e cercava in continuazione.

Un uomo la cui opera più famosa non arriva al mezzo metro quadrato (77 x 43 cm).

Un ragazzo che voleva volare e per farlo si ricordò che con la cera Icaro s’era scottato ma che con la matematica gli egiziani (o gli alieni, per chi ci crede) avevano edificato le piramidi.

Era un matematico. E un fisico. E un poeta. E un pittore. Un architetto. E uno scultore. Un musicista. Un anatomista. E un inventore.

Certo. Un genio.

Forse già dotato al pronti via, per fortuita combinazione genetica dei cromosomi, per quanto illegittimi, di mamma-modesta & papà notaio.

O forse no ( il di lui il maestro raccontava di come iniziasse molte cose e altrettante ne lasciasse incompiute).

Fatto sta che Leonardo non dormiva sugli allori.

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