Come spiegare internet a tuo padre: il dominio, questo sconosciuto.

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Spiegare a qualcuno nato dopo il duemila cosa sia un dominio e come funzioni è facilissimo. O per lo meno lo è di più che non provarci con qualcuno venuto alla luce prima della seconda guerra mondiale.

“Robi, devi cambiare il sito. Subito”

“Ok, babbo. Come lo vuoi? Vuoi altre immagini, testi diversi?”

“No. Le foto van bene. Voglio che ci sia scritto cippalippa punto com

“Dove?”

“Sopra, lì dove c’è il nome.”

“Nella barra dici?

“Lì sopra. Il sito deve chiamarsi CippaLippa. Così quelli che cercano le cippe lippe ci trovano subito. Me l’ha detto quello del negozio di computer.”

“No… Non si può, papà. È già occupato.”

“E allora liberalo.”

“Ecco. No. Non funziona proprio così. Ti spiego. Di fatto il dominio, che è quello che vedi scritto qui in alto nella barra, è un indirizzo. E gli indirizzi mica si cambiano.”

“Allora, se è un indirizzo, puoi cambiarlo, no?”

“Beh, volendo sì. Solo che è come l’indirizzo di casa tua. Anzi, in questo caso, è l’indirizzo della casa di qualcun altro. Come dire se in Via Leopardi 15 ci abita il Sig. D’Annunzio, se il Signor Ungaretti decide di andare a vivere lì, tocca che chiami D’Annunzio e gli chieda di vendere.”

“Perfetto. Allora chiama D’Annunzio, digli che sei la figlia di Ungaretti e chiedigli quanto vuole.”

“No, babbo, non si può. O meglio: per potere si può,  però il sig. D’Annunzio potrebbe chiederci un sacco di soldi per il suo indirizzo, visto che è così, come dire, messo bene.”

“Cosa vuol dire messo bene?”

“Vuol dire che ha scelto proprio un nome che i suoi clienti vanno a cercare”

“Dove?”

“Su internet, babbo”

“E allora meglio ancora no? Chiamalo subito e chiedigli quanto costa. Quello del negozio di computer mi ha detto che posso comprare qualsiasi nome e che se voglio il sito me lo rifà lui.”

“OK, ok, certo che te lo rifà. Ma se ti ha detto che puoi avere qualsiasi nome ti stava prendendo in giro.”

“Ma figurati, se ha detto così vuol dire che è vero.”

“No, babbo. E poi, scusa eh, ma prova a pensarci. Tu hai comprato questa casa negli anni Settanta, giusto?”

“Sì, perché?”

“Ecco. L’hai comprata perché ti piaceva.”

“Veramente no, volevo farci appartamenti e rivenderli.”

“Vabbé, dai, hai capito. Fai finta, almeno e immagina che oggi, dopo 40 anni, arrivi un tizio a chiederti di andartene perché piace a lui. Anzi, perché gli serve solo l’indirizzo.”

“E allora? Io gliela venderei subito.”

“Ussignur! Certo che gliela venderesti, ma non è questo il punto…”

“E allora qual è, spiegamelo tu! Se c’è una cosa che mi serve, ma è di qualcun altro, io provo a comprarla e se non me la vuole vendere, pazienza.”

“Babbo, ascolta: io posso anche cercare di contattare i proprietari di cippa lippa punto com, ma non servirà a nulla, giuro. Piuttosto ci sono altri mezzi per essere trovati…”

“Quali?”

“Le parole chiave, un buon testo, un po’ di buzz…

“Un po’ di baz cosa???”

“Niente, pa’. Fa’ finta di non avermi sentito. Ci penso io. Tu fidati”

“Sarà, ma non mi hai mica convinto tu, eh. Sei sicura di aver insegnato ai master?”

“Certo babbo, perché ?”

“Perché secondo me non sai mica spiegarti tanto bene, eh.”

(Son soddisfazioni).

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