Mi presento

Buongiorno (con inchino teatrale da giullare).

Mi chiamo Roberta e sono un’amica di Roberta. Non amica di me stessa. Anche di me stessa ma non tutto il giorno tutti i giorni. Roberta Giulia.

Insomma! Il fantasma che ha creato ciò che definisco: l’impero dei sogni letterari.

Mi hanno paragonata, non più tardi di ieri, alla principessa Sissi. Non quella dei film. Quella realmente esistita. Non per forma fisica: ho il girovita di una megattera. Perché tendo ad essere polemica, impulsiva e poco gestibile. Un bastian contrario.

Tecnicamente ho un non marito, solo perché non siamo sposati e, chiamarlo compagno, fa troppo Peppone e Don Camillo.

Al Credo, a Messa, quando ci vado, mi fermo sempre al: credo nella Chiesa. Affermazione troppo importante. Credo nelle persone. Non troppo nelle Istituzioni. Quindi, le rispetto ma: non posso giurare amore eterno di fronte ad un’istituzione in cui non credo o ad una persona che neanche conosco solo perché titolata.

E poi: fin che morte non vi separi è inquietante.

Quindi scegliamo ogni mattina di essere una famiglia.

C’è un rito per ogni membro di questa famiglia: piantare un nocciolo.

Quattro noccioli grandi per me ed i miei fratelli, anche se la maggiore non è più tra i mortali.

Un nocciolo per ogni persona nuova che si aggiunge. Infatti le liti in questa casa sono bestiali: GUARDA CHE VADO IN GIARDINO E TAGLIO IL NOCCIOLO!

Quindi, in questa enorme casa costruita dai miei nonni, allargata dai miei genitori, ampliata da noi fratelli, ci siamo noi, il mio non marito, mio figlio, due cani (poltrobermann: bassotto tedesco da poltrona; Jack lo sgallinatore: pastore bergamasco rasta che non tollera volatili; la monogallina: non abbiamo il coraggio di ucciderla e le altre sono morte di vecchiaia per i fatti loro. Credo basta).

Fino a ieri ed ancora in itinere, sono stata una cacciatrice di teste. Non vado in giro con la falce. Una Head Hunter. Devo dire che non mi dispiace come professione. Conosci un panorama aziendale infinito, molte persone, tante logiche da organigramma. E’ interessante.

Ho dovuto lasciare l’azienda per cui lavoravo sia per fatti contingenti che per A4, 10 anni di fila in coda per una media di 120 km al giorno tutti i giorni.

Ho lasciato questo lavoro senza lasciarlo completamente. Lo faccio da freelance e va bene.

Ho lasciato la poltrona sicura per inseguire il sogno che coltivo da quando ho grosso modo cinque anni: scrivere.

Penso, credo o forse ho una certezza che è solo mia: ho la penna felice. Ovvio. Le parole possono piacere a me ma non agli altri. Io non reggo il Signore degli Anelli ma amo Narnia e Arthur e il popolo dei Minimei.

Per il resto leggo a caso. Comprese le scritte sui camion, i cartelloni pubblicitari, le insegne dei locali. A volte metto sui canali dedicati alle persone sordomute per dare una mia interpretazione agli attori. E’ bello! Non essere sordomuti. Magari anche si. Ma vedere le cose con un’interpretazione che è solo tua.

Beh. Visto che non vorrei scrivere un romanzo sul mio ego spropositato: questa sono io.

Roberta

2 pensieri riguardo “Mi presento

    1. Ti presento Anastasia e Genoveffa (le 2 galline aggiunte da pochi giorni). Il vicino di casa che taglia la legna alle 6 di mattina la Domenica, che quando ti svegli supponi di essere in una pista di go kart.
      Le partite a scacchi improbabili. Quando perdo, il cavallo imbizzarrisce e l’alfiere rapisce la regina. Incasini la scacchiera e ti pigli qualche parolaccia dal giocatore avversario.
      Le mie pedine si innamorano e fanno ciò che gli pare. Non è colpa mia. Le posso portare da uno psicologo.
      La frase migliore che mi sono sentita dire: io non gioco più con te.
      La risposta migliore: la scacchiera è mia e tu non giochi più.

      Se vuoi anche la vicina che sa tutto di tutti equando comincia con: hai presente quello lì, parente di quell’altro, sposato con ecc ecc.
      NO
      Va avanti lo stesso a spiegarti che aveva una verruca presa in piscina.

      Se vuoi te li presento tutti. Perché in questo paese o è passato qualche virus strano, ci sta, oppure sono tutti matti per inclinazione.

      Una dirimpettaia dice che sono sensitiva quando perdo il filo del discorso. Poi mi chiede se le do i numeri da giocare.
      Io i numeri li do di mio, nel senso che sono fuori come un balcone. Ma non è proprio semplice, in questa estate che piove che Dio la manda, che stai in casa con il maglione, che ringrazi solo per il fatto che: l’orto non lo devi bagnare.

      Anche il Santo Patrono è balengo da queste parti. San Giacomo. Piazzato tipo banderuola sul campanile. Se gira verso il Monte Canto, piove. Se gira verso la Riviera, sole. Se gira verso Bergamo, vento. Se gira verso Lecco, grandine.
      Anche il Santo Patrono non è tutto centrato.

      Aria sottile da queste parti

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