Mogli e buoi dei paesi tuoi

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Ve lo ricordate il detto? Sì? Bene.

Nel suo significato originale ci arroghiamo la pretesa di intendere si riferisca alle mogli e a i buoi e che consigli di scegliere ambeentrambi fra il parco-bestie autoctono.

Potrebbe darsi. Forse che sì e forse che no. Ma magari (e dico: magari) mica solo in senso geografico.

Il luogo comune potrebbe (e dico: potrebbe) riferirsi pure a qualcosa che con i confini geografici ha poco a che spartire. 

Tipo? Tipo gli usi, i costumi, i modi di pensare e comportarsi. Perfino l’idioma, la lingua, la parola (IL VERBO), l’alimentazione e l’abbigliamento. In senso lato, ça va sans dire.

Se vale per le mogli, se diamo per vero che sia meglio prenderne una vicina, quindi indigena e quindi affine per definizione, ancorché da verificare (e vaffanculo all’evoluzione della specie), figuriamoci per i buoi che buoi non sono (mica tutti) se non in senso metaforico.

Se riportiamo il detto al 2016, i buoi sono i clienti. Le mogli i soci/partner.

In quanto buoi, il mio bagaglio esperienziale di cagate titaniche mi porta a pensare che sia meglio:

NUMERO UNO – scegliere mogli e clienti per affinità*: “Se ci si somiglia, ci si piglia. Altrimenti: andersen“;

* affinità umane: se la moglie è una stronza e tu no, non funziona (e viceversa);

* affinità alimentari e digestive: se il bue è un ingordo e tu no, come te giri, te magna;

* affinità mentali e comportamentali: se il bue non avverte gli stimoli (leggi: bastone e carota, presi in prestito dall’asino), non risponde; se non risponde, hai perso tempo (e carote);

NUMERO DUE – stare alla larga da una moglie e/o da un bue che non parli la tua lingua, che nemmeno la ascolti: se ci sono dubbi sul significato delle parole date, dette e/o scritte, il vocabolario non serve;

NUMERO TRE – una volta riconosciuta l’estraneità del bue e/o della moglie, avviare la procedura di separazione contattando un avvocato o un macellaio abilitato. Oppure entrambi, per prudenza.

NUMERO QUATTRO – per chiudere la porta al bue (o il conto alla moglie), non serve aggiungere un altro bue nella stalla o nel talamo a meno che il bue (o la moglie) in questione non sia l’unico.

NUMERO CINQUE – non pentirsi è d’uopo perché, anche se Einstein diceva  che “quando si chiude una porta, si può sempre riaprire, perché è così che funzionano le porte”, ci sono porte che si possono riaprire, altre che stanno meglio chiuse e qualcuna che, infine, va proprio murata.

Foto: Corriere.it/fotodelgiorno

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