Se non ci metti il cuore, ti giochi solo il fegato.

Già: se diamo al cuore il ruolo di contenitore e veicolo di emozioni, se crediamo ci sia, un posto per le emozioni e siamo disponibili a riconoscerne la valenza, allora è al cuore che spetta il comando e l’ultima parola, con i numeri, con i piani, con la comunicazione e con tutto ciò che ci appartiene e riguarda come esseri umani.

Se il lavoro che fai non ti appassiona, se non riesci a trovare nulla per cui scuoterti, ma continui a svolgere i tuoi compiti con diligenza e senza pathos, il risultato sarà doppiamente deludente, sia per te, per la tua vita, sia per i tuoi interlocutori.

Ma se riesci a trovare la scintilla, se riesci a vedere il bello e il buono di quel che fai – qualunque sia la missione che ti impegna – e a guardare chi ti sta di fronte e a lato e intorno e a metterti nei suoi panni, e a SENTIRE, ascoltando sul serio, allora la tua vita cambierà. E cambieranno anche i tuoi risultati.

Non basta fare domande. Nel marketing, come in finanza o a tavola con la famiglia, occorre riuscire a sentire le risposte, e a vederle, a percepirle, a viverle. Parliamo con le corde vocali, sì, ma anche con gli occhi, con i gesti, con i silenzi e comunichiamo con tutto, anche quando scegliamo di non farlo. La scienza, che qualcuno di noi continua ad indagare e ad approfondire, ci aiuta, ma da sola non è che uno sfoggio accademico. Senza cuore, non funziona.

Il nostro DNA è più o meno lo stesso di quello di un Sapiens Sapiens di 200.000 anni fa, e la nostra anima è perfino più antica. Il nostro spirito non risponde a dogmi, non si incasella dentro matrici analitiche, non si sintetizza in scenari competitivi: respira e anela al cielo e lo fa a prescindere dall’educazione e dai sacramenti che il contesto in cui siamo nati ci ha impartito. Se lo neghiamo, se continuiamo a non ascoltarlo e ad incanalarci solo dentro gli schemi che ci hanno insegnato ad usare, se non lasciamo che il cuore apra e chiuda le nostre azioni, quello che facciamo potrà anche avere senso, magari riscuotere plausi e arrivare a breakeven, ma non avremo centrato la missione e continueremo a sentirci leggermente inadatti e mai, a fondo, soddisfatti del nostro lavoro, finendo per giocarci il fegato.

Un pensiero riguardo “Se non ci metti il cuore, ti giochi solo il fegato.

  1. Eh sì, la passione! quel sentimento così forte, così affascinante, così travolgente da toglierti il respiro! La passione! quel turbinio di emozioni che non possono viaggiare a velocità di crociera, che non si lasciano domare, che ti corteggiano e talvolta ti mollano lì, proprio sul più bello, proprio quando pensavi di poter vivere tutta la vita cavalcando l’onda! La passione … passa… ma… forse… in realtà non passa mai…. semplicemente si trasforma! Senza passione siamo come scatole vuote e poi… ci preserva dal mal di fegato!

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