Io sono R.G.D.A.

<< […] da un certo punto di vista, la pubblicazione di qualsiasi nuovo libro ben fatto sull’uso dell’americano è sempre accompagnato da una certa ironia. E cioè che le persone che si interessano a questo libro sono anche quelle che ne hanno meno bisogno – offrire consigli sulle finezze dell’inglese statunitense è come predicare ai convertiti. Nello specifico i convertiti comprendono quella piccola percentuale di cittadini americani che si preoccupano sinceramente delle condizioni attuali dei doppi modali e dei verbi ergativi. Lo stesso tipo di persone che hanno seguito The Story of English sulla Pbs (due volte) e che ogni domenica con il loro mezzo decaffeinato leggono la rubrica di Safire. Il tipo di persone che provano quel particolare misto fra un sussulto di disperazione e un sogghigno di superiorità quando leggono CORSIA VELOCE-MAX 10 PEZZI o sentono dialogo usato come verbo o si rendono conto che i fondatori della catena di motel Super8 senza dubbio ignoravano il significato della parola suppurate. Ci sono molti epiteti per persone del genere: Nazisti della grammatica, Maniaci dell’uso, la Polizia linguistica. Il termine con cui sono stato cresciuto io è Snob. La parola è forse leggermente autoironica, ma gli altri termini sono disfemismi belli e buoni. Una definizione ampia di Snob potrebbe essere una persona che sa cosa significa disfemismo e cui non dispiace farvelo capire.

Faccio presente che noi Snob siamo pressoché l’ultimo tipo rimasto di sfigato monomaniaco veramente élitario. […]>>

 

Lui era David Wallace, figlio di Donald e Sally Foster. Nato nel ’62 e morto nel 2008. A settembre. Il 12. Suicida. Io – che dimentico tutto- non dimentico lui. E per paura di dimenticarlo continuo a rileggerlo. Stanotte, dopo aver scritto e fatto i compiti (i bellissimi compiti di questa settimana), ho riaperto Considera l’aragosta. Copertina arancio fosforescente. E sono andata dritta fino al capitolo Autorità e uso della lingua. E ho deciso che cercherò di prendere il cognome di mia madre. Sì. Di aggiungerlo al mio. Lo trovo elegante. Corto, veloce, morbido e un po’ teatrale. Dusi mi ricorda un po’ Elenora Duse.

Sì, lo riprenderò. Per fare in modo che le mie iniziali mostrino lo snobismo linguistico in cui, grazie a DFW, a Borges, a Robbins e anche a Lansdale, Calvino, Eco, Cristina Campo, Zadie Smith e qualcun altro di sicuro, da un sacco di anni, mi gongolo beata. Perderò la vaga assonanza energetica nel suono anglosassone, certo. Ma guadagnerò gli spigoli teutonici dietro cui sono ben felice di isolarmi.

NOMEN OMEN, del resto, no? Mica pizza ‘e fichi.

R.G.D.A.

(quanto basta)

Immagine

 

 

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