Le tre leggi della vendita secondo La Palice.

Le Château de La Palice

Quello che sto per scrivere vale per chi lavora direttamente con la rete e fa il social manager, il freelance, lo scrittore fantasma, il comunicatore, l’editore, il giornalista, lo smanettone, lo stratega o l’analista. E vale anche per chi non vende le proprie competenze online, o non sempre, o non solo, ma ha una reputazione da curare, un marchio o un nome da far girare e magari – si spera- crescere e produrre reddito.

Pronti? Via.

La prima legge del mercato è legata alla vendita e la prima legge della vendita è legata alla pubblicità (nel senso letterale del termine quanto in quello letterario).

PRIMA LEGGE DEL MERCATO:

Se sei nel mercato, devi vendere. 

Anche se non ti piace, anche se non sei portato, anche se preferiresti fare altro (tipo contare le fatture, fare schemini in Excel per vedere quanto sei stato bravo, anche se pensi di non essere proprio capace.

LE TRE LEGGI DELLA VENDITA SECONDO LA PALICE:

1) POSTULATO DELLA CONOSCENZA:

Se i tuoi potenziali clienti non ti conoscono, non ti cercano.

Sì, certo: puoi cercarli tu (anzi: devi comunque cercarli tu), ma se non ti cerca mai nessuno c’è qualcosa che non va nel tuo modo di comunicare, prima ancora che in quello di produrre.

2) ASSIOMA DELLA RICERCA e dell’invisibilità

Se non ti cercano, o non ti trovano, non ti comprano.

La prima immagine che arriva di te a chi non ti conosce, viene dal web.  Le scelte che fai, quello che condividi o meno, come parli, quanto parli e di cosa parli, e quello che dicono i tuoi clienti, la stampa ufficiale e quella ufficiosa, sono i puntini da unire e il disegno che ne esce è l’idea che di te arriva da lì. Se il web tace (o peggio sparla), sei nei guai.

3) TEOREMA DELL’INEVITABILITà

Se non ti comprano, per quanto tu sia bravo in quello che fai, non vendi ed esci dal mercato.

E qua c’è poco da dire. Alla fine dei giochi e al di là delle giustificazioni che trovi (dalla crisi, ai sindacati, fino al surriscaldamento globale, alla concorrenza cinese e ai pomodori che non sono più quelli di una volta), se non vendi chiudi. Punto stop.

Quindi? Come costruisci una reputazione web che ti aiuti?

Hai due buste.

Nella prima ci devi mettere competenze/tempo/determinazione per arrangiarti.

Se opti per la numero uno, preparati, che è un vero casino e per quanto niente sia impossibile, l’errore più grave che puoi commettere è quello di sottovalutare l’impegno che ci devi mettere (non solo nel fare, ma anche nello studiare, nel capire, nel continuare a studiare e poi ancora studiare) o di sopravvalutare le tue risorse temporali.

Nella seconda abbastanza risorse per scegliere qualcuno che lo faccia per te. Magari sapendolo fare. 

Se scegli la due, fa’ attenzione alla persona (o all’azienda) che arruoli, al rapporto che stabilisci, alla chiarezza degli obiettivi e al valore che dai al lavoro degli altri, non solo in termini di costo orario, ma anche di prestazioni.

 

Credits: 

Post pensato, scritto e pubblicato da @robertagiulia

Immagine: Le Chateau De La Palice da www.flowersway.com

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