Vuoi scrivere? Vuoi diventare un fantasma? Siediti e sanguina.

"Non c'è niente da scrivere. Tutto quello che devi fare è sederti davanti a una macchina da scrivere e iniziare a sanguinare" E.H.“Non c’è niente da scrivere. Tutto quello che devi fare è sederti davanti a una macchina da scrivere e iniziare a sanguinare” 

Che? Sanguinare?

Sanguinare per scrivere?

Scherzi?

No. Sono serissima. Certo, parto da una fonte con un posizionamento forte, mica pizza e fichi.

Se vuoi scrivere per qualcun altro (non necessariamente da #ghostwriter, anche solo per farti leggere da un numero di esseri umani maggiore di uno e diverso da te e tua zia), devi essere disposto a metterci il sangue.

Il sudore, quello proverbiale, non basta. E poi puzza.

Devi sanguinare. Sulle tue pagine ci devi far scorrere il plasma.  A fiumi.

Se vuoi diventare un fantasma, uno scrittore fantasma, se scegli di scrivere per mestiere, al plasma devi aggiungere lacrime.

Van bene tutte: quelle a goccioline, sottili sottili come la pioggia in aprile; quelle pesanti che fan rumore; quelle schiumose di quando singhiozzi, tipo temporale estivo; quelle sommesse, silenziose, che scivolano giù da sole, mentre gli angoli della bocca tirano un mezzo sorriso in direzione delle guance. tutte. Van bene tutte, purché arrivino.

Serviranno a farti digerire prima, e apprezzare poi, il gusto di chi ti paga per scrivere. Bagneranno il tuo pennino quando sarà secco. Consoleranno te. Ti ricorderanno che il tuo è solo il braccio. Mai la testa. Mai il pensiero.

Ti capiteranno libri fighissimi. Autori incredibili. Maghi, geni, esploratori e scienziati. Fanatici, lunatici e psicopatici (di cui dovrai cercare di non innamorarti). Rabdomanti e fachiri. Trapezisti e ingegneri nucleari. Blogger. Wanna-be. Fuffologi. Streghe e faine. Aquile e volpi. Asini, orchi e principesse. Cavalieri (a pacchi e ciuffi). Cercatori d’oro e trovatori della vecchia guardia.

Troverai storie che non meriterebbero di essere raccontate o che non racconteresti mai come vuole l’autore. Scriverai parole (e soprattutto aggettivi e avverbi) che non avresti mai voluto leggere. Ti sveglierai arrotolato nel tuo lenzuolo e tutto sudato e ripenserai a capitoli che vorresti riscrivere, a tempi che vorresti cambiare. A pagine che pagheresti per cancellare. Ti vergognerai. Testa bassa. Spalle curve. Labbra serrate. Leggerai recensioni che non approvi. Complimenti gratuiti. Risultati immotivati.

Avrai un sacco di segreti. Roba che non potrai dire mai. A nessuno. Ti toccherà star zitto. Omettere. A volte negare.

“L’hai scritto tu quello?” 

“No.”

“Conosci Tizio?”

“Tizio chi?”

“Dai, Tizio! Non ci credo che non lo conosci!”

“…”

Imparerai a capire cosa voglia il tuo autore (una testata al muro dopo l’altra). E a farlo felice. Smetterai di metterla giù dura. Mollerai la prosopopea e il mantello nero dell’inflessibilità. Scenderai dal piedistallo e inizierai a essere gongolare quando il tuo autore gongola.

Scoprirai come essere il braccio (tonico) delle sue sinapsi. A far trasfusioni neuroniche. Ad accettare i ringraziamenti. A coglierne il senso, smettendola di giudicare tutto e tutti. Diventerai più zen di una vaschetta con sabbia e rastrello. E molto, molto più simpa.

Diventerai capriolo, pesce, serpente, nuvola e passero (o passera, a seconda dei gusti), come Pictor.  E allora, un giorno, saprai di essere – finalmente – diventato un fantasma.

<<[…] diventò capriolo, diventò pesce, diventò uomo e serpente, nuvola e uccello. Ma in ogni forma era completo, era una coppia, aveva la luna e il sole, aveva in sé il maschio e la femmina, scorreva come un fiume gemello attraverso le terre […]>> (Hermann Hesse, Favola d’amore)

Un pensiero riguardo “Vuoi scrivere? Vuoi diventare un fantasma? Siediti e sanguina.

  1. A me basterebbe essere una zanzara. Hai voglia a forza di assaporare il sangue altrui sintetizzarne in DNA. La comprensione parte dall’accettazione. Scrivere per altri da una comprensione reciproca. Se una cosa proprio non si può leggere, non ce n’è. Non si può proprio leggere. Se dietro c’è uno straccio di idea che tiene, la reciproca comprensione potrebbe essere anche un lavoro divertente per lo scrittore e per il fantasma. Collaborazione e mente aperta (nessuno scrittore da citare). Roberta

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