Ah, così vorresti scrivere? …come ghostwriter? Bene, inizia a leggere. Soprattutto quello che scrivi.

Se ti piace scrivere e ritieni ti venga bene, se lo fai senza fatica, e ti viene più naturale che parlare (e dormire,  camminare, o respirare), vorresti fare il Ghostwriter e un giorno t’imbatti nella Gang dello Scrittore Fantasma e decidi di metterti alla prova con gli esercizi di stile, prima di spedire il frutto del tuo talento e della tua applicazione, FERMATI.

Fermati! Aspetta. Non farlo. Datti pace. Lascia in un angolo quello che hai scritto per  tutto il tempo necessario.

Già che ci sei, leggi Queneau e Calvino. Leggi un manuale tecnico, un Harmony, un fantasy, un vecchio giallo  e un po’ di Poe. Leggi un americano, un inglese, un francese, e un russo. E quando hai fatto, scrivi una barzelletta.

Leggi qualcosa scritto da un giornalista italiano e da un americano tradotto. Leggi qualcosa di illeggibile. Rileggi il tuo libro preferito. Vai online e cerca “Come scrivere un racconto”, “Come scrivere un romanzo”. “Come diventare uno scrittore”.

Vai a leggere Calamo Scrittorio.

(Tanta roba? Sì, certo. Solo l’inizio, lo sai, vero?)

Quando hai fatto,  apri i file e stampali. Non rileggerli. Non subito. Stampali solo e lasciali in un angolo (preferibilmente al buio) per altri due-tre giorni.

Solo a questo punto, rileggi tutto.

Leggi come se non fosse roba tua, come se tu fossi un critico acido e incattivito dalla fame, dalla sete, da una stitichezza cronica e da quarantasei cartelle dell’Esatri, arrivate tutte insieme nella tua cassetta delle lettere.

E poi correggi. Sistema, tagli, togli, lima, semplifica. Spezza le frasi. Butta via tutti i luoghi comuni. Riduci gli aggettivi. A meno tu non voglia mandarci un poema, in versi endecasillabi (che poi noi conteremo), molla lo stile da Leopardi de noartri e vai via dritto, facile, scorrevole, contemporaneo.

Se non scrivi come Palahniuk, o come Wallace, non provarci e scrivi pensieri brevi.

Abbandona la retorica, straccia tutte le immagini pesanti, pedanti, pedagogizzanti, patetiche.

Sii diretto. Sii vero. Lascia che sia il lettore a immaginare.

Usa il tuo modo di scrivere, se ne hai uno.

Controlla la grammatica.

Controlla i tempi.

Controlla la sintassi.

Controlla la grammatica e la sintassi.

Ricontrolla i tempi verbali.

Rileggi e ricontrolla l’ortografia.

Fa’ attenzione alla punteggiatura.

Copia quelli bravi. No, non le parole, né le trame, ma lo stile.

Solo allora, poi, manda.

Se invece hai fretta, o la certezza di non aver bisogno di rileggere quello che scrivi tu, o di non aver bisogno (UN DISPERATO BISOGNO) di leggere e rileggere quello che scrivono gli altri, puoi mandare un email al Fantasma e chiedere un elenco di indirizzi di (*) ghostwriter cui mandare quello che scrivi tu.

(*)= altri.

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