Come scrivere un libro con un fantasma.

Questo corto fantastico, girato da Roberta Giulia Amidani e Andrea Minoni nel Settembre del 2015 in una cascina del nord-est italico, risponde ad alcuni fra i quesiti di chiunque abbia mai sognato di scrivere un libro. Scrivendo un libro diventerò più ricco? Scrivendo un libro troverò nuovi clienti? Quali sono le variabili davvero rilevanti? Come ovviare […]

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Gli esercizi di stile dello scrittore fantasma e il primo anniversario del rogo di G.B.

Non era facile trovare penne in grado di cimentarsi sulla volontà e sui capricci degli autori che si rivolgevano a loro. C’era da saper scrivere in modo serio, compito e composto per i docenti. C’era da farlo alla francese, con la classe dei grandi russi, l’enfasi dei sudamericani, lo zelo dei nordici, la beffa cazzara dei nuovi […]

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Le 4 parole che fanno la differenza tra vincere e perdere.

Queste riflessioni di oggi arrivano dalle storie delle persone che ho incontrato e intervistato come ghostwriter, scrivendo per loro nell’ombra o comparendo come editor, blogger, consulente di marketing o analista della reputazione web, cugina di un vicino di casa oppure amica fidata. Molte di loro hanno realizzato i loro sogni, o ci sono molto vicine, e tutte, prima di “sfondare”, nessuna esclusa, sono passate attraverso fiumi di m(elma), hanno superato empasse, abbattuto muri alla fine di strade che sembravano senza uscita, o cambiato percorso in itinere. Qualcuno è perfino fallito. Pur con vicissitudini e ambiti molto diversi fra loro, tutti, nessuno escluso, hanno avuto momenti bui, e si sono trovati a terra, riuscendo a rialzarsi (tutti, nessuno escluso!), più forti di prima.

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Posto fisso, alea, invidia e libertà sulla tua strada di un freelance e di chi non capisce perché tu faccia il freelance.

Se capisci cosa ti piace fare sul serio, scopri che sei capace di farlo e decidi di lavorare da solo, di avviare un’impresa, aprire una partita IVA, trovarti clienti, fare in modo che ti cerchino loro e che quando ti scelgono non se ne pentano, e poi ti paghino e te ne presentino altri, ci sarà sempre qualcuno che proverà a farti cambiare idea. Per quanto tu sia felice della strada intrapresa e del panorama che vedi, là fuori un sacco di gente cercherà di scoraggiarti, facendoti riflettere sul valore di un POSTO FISSO, sui pericoli dell’ALEA, sull’inconsistenza/inutilità del tuo lavoro.

Solo che… il posto fisso non esiste, non più, e non è fisso nemmeno quando fa finta di esserlo, l’alea fa parte dell’esistenza e se il tuo lavoro funziona (e tu fatturi) è perché funziona, ma chi ti dice che non hai capito, che dovresti lavorare alle poste, in banca, o tornare a fare il dirigente e non preoccuparti di altro se non sorridere all’amministratore delegato durante i meeting del lunedì mattina, non ha idea di come funzioni, davvero. Perché probabilmente a un meeting del lunedì mattina non si è mai seduto, per esempio… Parla giusto perché ha bocca, corde vocali e forse anche un surplus d’invidia da smaltire.

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