Non poteva essere vergine

No, non aveva alcun senso.

Non che credessi all’astrologia, ma il fatto che lei, la mia Regina Madre, soprannominata Adolf, potesse condividere anche un solo punto con quelli tratteggiati dai profili del segno zodiacale Vergine, mi mandava ai matti.

Se ci avessi anche solo minimamente creduto, all’influsso degli astri (e non piuttosto, in ordine: dell’ambiente, della cultura, delle convinzioni, dei casi e dell’imprinting genetico, fino, addirittura, alla stagione di nascita), al massimo le avrei dato del Leone.

Poi, verso l’anno del signore 2011, è uscito uno studio del Minnesota Planetarium Society che ha fatto slittare indietro tutti i segni zodiacali per far posto a una new entry: OFIUCO.

Il nome risulta provenire dal latino e sta per “Colui che domina il serpente”.  Chiamando alla memoria gli Ofiuco (o Ofiuchi e soprattutto O-fuchi) che conosco, e ripassandomi fra lingua e palato il caro, vecchio nomen-omen, il quadro ci sta: il mio parterre in tema non solo lo domina, il serpente, ma lo vede pure galleggiare nel liquido amniotico dell’universo, tra una merenda a base di LSD e un mescaperitivo (che è sempre meglio dell’Aperi-cena, bleah).

Quindi se l’ex-re-scorpione, mi è diventato a tutti gli effetti un O-fuco, e la Regina Madre è finalmente celebrabile come Grande Leonessa, io, mi domando, cosa diavolo sono?

Sono – rullo di tamburi – vergine.

A ‘sto punto, già che ci sono, meglio scoprire qualcosa in più.

Prendo un sito, uno a caso e leggo:

I nati sotto il segno della Vergine sono molto altruisti, coscienziosi ed amano il lavoro preciso anche se vengono sommersi dai grandi progetti. Sono molto analitici e spesso eccessivamente critici.

Che dice? Niente di personale.

Vediamo con l’ascendente.

Vergine in Sagittario
La ricerca degli ideali spirituali verso i quali la Vergine tende, contrasta con lo spirito pratico del Sagittario. In amore siete insicuri e confusi; solo il matrimonio, in tarda età, vi renderà stabili e sicuri.

Matrimonio?

In tarda età?

Aspetta. “Spirito pratico”.

Ma per piacere!

Ok, cambio pagina e trovo:

“Precisione, prudenza e insicurezza”.

Al secondo termine, è ora di basta. Mi giro, guardo William* alle mie spalle e sbotto:

“Prudenza”? A chi, scusa?!

 

*Blake.

 

 

 

 

 

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